Facce e storie di B+D: Mahmoud

Mahmoud Malek è il primo tirocinante del progetto Restart che è diventato un vero e porprio dipendente di Bambini più Diritti. Oggi lavora a Parco degli Aceri, come apprendista operaio agricolo. 

Ciao a tutti,

io sono Mahmoud e da diversi mesi lavoro a Parco degli Aceri, a Subiaco. Mi occupo delle api, degli ulivi e di tutte le attività che si fanno in Fattoria. Mi hanno chiesto di raccontarvi la mia storia. Mi fa molto piacere e spero di riuscire a spiegarmi bene.

Un lungo viaggio: dall’Egitto a Subiaco

Io sono nato e cresciuto in Egitto. La mia famiglia vive ancora lì. Noi siamo tanti: mamma, papà e sei figli. Io sono partito dall’Egitto che avevo quasi quindici anni (oggi ne ho 18). Mia madre non voleva che me ne andassi, ma io volevo venire a tutti i costi in Italia. Per me il vostro paese era un sogno. Tanti ragazzi che conoscevo e che erano partiti prima di me, quando tornavano in Egitto erano vestiti bene e dicevano di lavorare e guadagnare tanto. Allora ho convinto mio fratello ad aiutarmi per trovare il modo di andare via.

Per farmi imbarcare la mia famiglia ha dovuto pagare l’equivalente di 3000 euro. Il viaggio è stato durissimo ed è durato 20 giorni, ero solo. Prima non riuscivamo a partire, dicevano che c’erano troppe navi a controllare il mare. Poi sulla barca eravamo tantissimi, con pochissimo spazio per muoverci e pochissimo cibo. Io non avevo neanche una coperta per ripararmi dal freddo di notte.

Ad un certo punto ci hanno visto le navi italiane e ci hanno fatto sbarcare in Sicilia. Io sono stato mandato subito in un centro di accoglienza a Caltagirone. Ma io non volevo stare lì e allora dopo un po’ sono scappato. Io volevo venire a Roma e lavorare. Sono andato a Catania e ho preso il treno per Roma. Durante il viaggio però sono stato fermato, mi hanno fatto scendere e identificato e mi hanno mandato in una nuova casa famiglia. Però sono scappato anche da lì e alla fine sono riuscito ad arrivare a alla stazione Tiburtina.

I primi giorni a Roma sono stati difficili. Ho dormito a casa di persone che conoscevo e ho lavorato ai mercati generali. Raccoglievo i bancali e li rivendevo, ma mi davano pochi euro. Il mio pensiero fisso era guadagnare qualcosa ma non per me, per la mia famiglia. Volevo inviargli il denaro per ripagare il debito che avevano fatto per farmi partire. Alla fine non ce l’ho fatta ad andare avanti e mi sono presentato in questura. Inizialmente mi hanno mandato in un centro a Torre Maura, poi ho avuto dei problemi con un altro ragazzo ospite e mi hanno spostato a Subiaco, a Colonne d’Ercole.

Finalmente un lavoro vero

A Colonne d’Ercole mi sono subito trovato bene. Io sono arrivato che eravamo pochi, solo cinque.Poi siamo aumentati. Quando mi hanno proposto di partecipare al progetto Restart sono stato contentissimo, mi è piaciuto subito. Ho lavorato per un anno in fattoria come tirocinante e ho fato di tutto: la raccolta delle olive, l’allevamento delle api, il taglio dell’erba, la potatura degli ulivi. Ho imparato tante cose e ho anche cominciato ad avere il mio primo stipendio. 

Alla fine di luglio ho compiuto 18 anni e sono uscito dalla Comunità Però sono rimasto a vivere a Subiaco, perchè nel frattempo Bambini più Diritti mi ha proposto di rimanere a lavorare in Fattoria, con un vero contratto!

Un’orizzonte nuovo

Oggi sto bene, sono contento e spero di continuare a lavorare. Ma se tornassi indietro probabilmente non partirei più, rimarrei in Egitto. La vita in Italia non è come la immaginavo, è molto dura. Il mio sogno è tornare a casa dopo aver guadagnato abbastanza soldi per aprirmi un negozio. E’ difficile ma non ho paura. Dopo aver attraversato il mare in quel modo non ho più paura di niente.

Mahmoud Malek
mahmoud@bambinipiudiritti.it

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