Ciao a tutti!

questo mese sono io a metterci la faccia e la storia: Matteo. Scrivo queste poche righe direttamente da Subiaco, più precisamente da Parco degli Aceri, la bellissima fattoria educativa di Bambini più Diritti, dove svolgo buona parte del mio lavoro. E’ meglio, però, procedere con ordine. Quindi intanto vi racconto qualcosa di me “fuori” dall’Associazione.

La passione per la montagna

Sono laureato in Geografia e Gestione e Valorizzazione del Territorio. Ho iniziato a lavorare mentre ancora studiavo, ero iscritto alla specialistica. In ambito sociale, sono stato stato volontario dialogatore, a Roma, per la Onlus “Operation Smile”, che si occupa di bambini affetti da labioschisi e palatoschisi. Poi mi sono divertito a provare lavori molto diversi tra loro, che avevano però un elemento in comune: la passione per la montagna e per il territorio in cui sono nato. All’inizio sono stato cartografo per la Iter Edizioni, casa editrice sublacense che distribuisce mappe, carte, guide escursionistiche e pubblicazioni riguardanti l’outdoor e la montagna, poi, sempre presso di loro, gestore del sito di promozione agrituristica “Italia-Agritur”. Successivamente, ho scelto di prendere il diploma base di Guida Escursionistica con AIGAE e ho lavorato come accompagnatore escursionistico sui Monti Simbruini, Cantari, Ernici, Sirente, Velino, Gran Sasso. Inolte, da diversi anni, sono volontario per l’Associazione “Ora et Labora”, come accompagnatore presso i monasteri benedettini sublacensi. Ah…dimenticavo! Ho fatto anche l”operatore di call center, ma lì la montagna c’entra poco.

Bambini più Diritti e quel progetto inaspettato

Prima di conoscere Bambini più Diritti ho conosciuto Matteo Mennini. L’occasione fu un incontro presso il nostro gruppo parrocchiale di Azione Cattolica, dove Don Antonio Pedaci lo invitò  a dare un contributo sul Concilio Vaticano II. E fu proprio Don Antonio a suggerirmi di inviargli il mio curriculum, perché Matteo aveva un progetto in mente qui a Subiaco e io “forse avrei potuto dargli una mano”.
Il progetto era la casa famiglia “Le Colonne d’Ercole, una delle realtà più straordinarie per la mia piccola e lontana cittadina. In quel modo conobbi la realtà di Bambini+Diritti.

Diverso tempo dopo venni contattato davvero dall’Associazione, insieme al mio amico e collega universitario Luigimaria. Ci proposero di lavorare come educatori presso la Fattoria Didattica Parco degli Aceri, per sviluppare un progetto di educazione ambientale e di ospitalità, ma anche di agricoltura sociale e inserimento lavorativo. Questo progetto è ciò di cui ancora mi occupo, a distanza di più di 2 anni, in B+D. Gestiamo oliveti, produciamo marmellate con frutta di stagione, gestiamo arnie e produciamo miele millefiori, accogliamo gruppi ed ospiti in Fattoria, proponendo laboratori e attività di educazione ambientale per le scuole, organizziamo feste ed eventi. Un lavoro variegato in cui sento coinvolte moltissime parti della mia vocazione personale.

Responsabilità che fanno crescere

Quello che ho intrapreso con l’Associazione è un percorso lavorativo che si intreccia inevitabilmente con la mia vita personale. Mi sta cambiando, in meglio. Certamente mi ha reso più responsabile e attento, più maturo come uomo e come lavoratore, perché è un’attività che presuppone la responsabilità verso tante cose e tante persone. Dunque l’unico modo per gestire tutto ciò è lavorare bene e con entusiasmo. Ma è un lavoro che mi anche reso più sensibile e capace di capire le differenze tra i miei vecchi lavori, improntati esclusivamente alla ricerca del profitto, e realtà come B+D, che ricercano prioritariamente obiettivi educativi e sociali.

L’incontro con Malek

Una delle cose più belle di questa esperienza è senza dubbio l’incontro con Mahmoud Malek, il ragazzo egiziano che è stato uno dei primi partecipanti del progetto di agricoltura sociale e anche il primo che Bambini più Diritti ha deciso di assumere. Malek è cresciuto molto in questi mesi, sotto il piano della responsabilità, della continuità, della dedizione, e anche sul piano umano. E’ un ragazzo che per certi versi ha accentuato i suoi tratti di serietà nel senso della maturità, e per altri ha smussato alcuni suoi atteggiamenti e modi di fare rigidi e schematici. Credo che gli anni in casa famiglia e il lavoro con noi gli stia servendo molto nella vita di tutti i giorni, non solo da un punto di vista materiale, che è fondamentale, ma anche per aiutarlo a capire il costume del nostro Paese, gli usi, direi la cultura in generale. Gli abbiamo dato tanto, ci sta dando tanto.

Agricoltura sociale e futuro

Se penso al futuro dei progetti di agricoltura sociale dentro Bambini più Diritti penso a grandi opportunità. A me piacerebbe continuare a sviluppare nuove linee di educazione ambientale e poi cercare di incrementare le linea dei prodotti, sempre secondo lo stile e la natura di B+D.
Inoltre, sarebbe importante, in futuro creare sempre più occasioni di incontro e di dialogo con l’esterno, perché come cittadino credo che oggi sia fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi che portiamo avanti come Associazione.

Grazie a tutti!

Matteo
matteop@bambinipiudiritti.it

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