Meet the Neet, conoscere se stessi per costruire l’autonomia

 20 minori stranieri non accompagnati, ospiti delle nostre comunità di accoglienza “Colonne d’Ercole” e “Terra in Vista”, hanno avuto la possibilità di sperimentare un percorso di auto-orientamento. Un progetto per costruire la propria strada verso l’autonomia e scrollarsi di dosso l’etichetta di “Neet”, cioè do giovani che non studiano, non si formano e non lavorano.

Neet, giovani invisibili e senza futuro

Neet, ovvero “Not in education, employment or training”. Un acronimo inglese che i giornali hanno imparato a maneggiare in tempo di crisi economica. Sono i ragazzi che non studiano, non seguono percorsi di formazione e non lavorano. Giovani invisibili, o visibili solo nelle statistiche, che li stimano al 19% di tutti gli under 29 italiani. Tanti, troppi. Una vera e propria piaga, che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione, quelle che fanno più fatica a costruire opportunità per i propri figli. E’ a loro che si rivolge “Meet the Neet”, il percorso di formazione e orientamento finanziato dal Programma Europeo EaSI e finalizzato al potenziamento del Piano Europeo Garanzia Giovani.

Meet the Neet, un percorso di auto orientamento

E’ in questa cornice che Bambini più Diritti ha ideato e realizzato un proprio progetto dedicato ai Neet. A prenderne parte sono stati 20 minori stranieri non accompagnati, provenienti da paesi diversi, ospiti di Colonne d’Ercole e Terra in Vista, i gruppi appartamento che l’associazione gestisce rispettivamente a Subiaco e Genazzano. Per loro è stato pensato un intervento psico pedagogico, chiamato “Il Percorso”. Un itinerario costruito attorno concetto di auto-orientamento di gruppo. Conoscere se stessi, le proprie potenzialità e caratteristiche, attraverso l’incontro e il confronto.

Durante una prima fase, i ragazzi sono stati coinvolti in attività di conoscenza e costruzione delle proprie risorse personali. In una second fase, invece, hanno avuto l’occasione di cimentarsi in attività ambientali simulate, come la ricerca del lavoro e tutto ciò che questa comporta. Esperienze che poi hanno avuto modo di analizzare e sintetizzare insieme. Infine, il percorso si è chiuso con un colloquio individuale, di orientamento specialistico, per dare la possibilità ad ognuno di mettere a fuoco, ancora di più, cosa sa e cosa vuole fare.

Il bilancio finale di questa  iniziativa è positivo. Meet the Neet rappresentano “solo” un tassello, un piccolo passo avanti lungo un tragitto che, però, è chiaramente tracciato. Ed è il tragitto che accompagna ogni ragazzo verso l’età adulta, verso l’autonomia, fatto di tre grandi impegni: protezione, istruzione, lavoro.

 

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