Minori stranieri non accompagnati, l’esercito degli invisibili

msnaDati ufficiali, del Governo e delle maggiori organizzazioni non profit internazionali, confermano che la presenza in Italia di minori stranieri non accompagnati sta vivendo un vero e proprio boom. Le strutture e la normativa italiane, però, non sembrano in grado di garantire una corretta gestione del fenomeno. 

Persone oltre i numeri

Quando si parla di persone, soprattutto di minori, i numeri possono apparire sterili, incapaci di raccontare la realtà in tutte le sue sfaccettature. In effetti è così: le cifre non raccontano le storie e la sofferenza che c’è dietro un ragazzino che si trova solo, senza affetti, in un paese straniero. Eppure anche le cifre servono, perchè per “i grandi” (come direbbe il Piccolo Principe) sono importanti, e aiutano ad inquadrare la realtà.

E le cifre che riguardano la presenza di minori stranieri non accompagnati in Italia sono oggettivamente allarmanti. Nei primi tre mesi del 2016 ne sono arrivati 2.680, più del quadruplo dello stesso periodo dell’anno precedente, quando erano stati 613. Il ritmo è di più di 30 ragazzi accolti ogni giorno. Ad oggi sul territorio nazionale risiedono più di 11.500 under 18 stranieri senza genitori, per il 95% maschi, in maggioranza con un’età compresa tra i 16 ed i 17 anni . La comunità più numerosa è quella egiziana, con circa 2500 persone, seguita da quella albanese (1500) e gambiana (1300).

A ben vedere, però, in valori assoluti, non parliamo di numeri ingestibili. Eppure il sistema di accoglienza italiano è pieno di falle. I recenti scandali, con associazioni ed affaristi accusati di lucrare sul business dell’ “immigrazione”, hanno spinto il Governo a tagliare risorse e cercare di intensificare i controlli. Il risultato, però, è al di sotto delle aspettative. Esperti ed addetti ai lavori lamentano ancora una gestione “a macchia di leopardo”, con alcune strutture di eccellenza, che offrono ai ragazzi un luogo in cui vivere ma anche un serio percorso di integrazione, e ed altre che operano sotto la soglia dell’accettabile. Senza contare le inefficienze di una burocrazia sempre più cavillosa, che rende difficilissimo proteggere davvero questi ragazzi e garantirgli l’inserimento nel tessuto sociale.

L’esercito degli invisibili

L’esito più preoccupante di questa incapacità è il cosiddetto esercito degli invisibili. Di quegli 11.500 minori stranieri non accompagnati di cui si è detto, quasi 4800 sono “scomparsi”. hanno fatto perdere le loro tracce, sono scappati dai luoghi che li ospitavano per andare non si sa dove. Molti provano a raggiungere di nascosto familiari sparsi in altri paesi europei, altrettanti, purtroppo, si teme finiscano nelle maglie della criminalità organizzata, fatti oggetto di traffici internazionali o sfruttati per pratiche illecite.

E’ con loro che l’Italia ha il debito di protezione più grande. E’ a loro che le istituzioni devono un impegno concreto per ripensare l’accoglienza. Il prima possibile.

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